GIANNI DI CRESCENZO

Biografia

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Gianni Di Crescendo nasce a Strasbourg in Francia.
Pianista compositore, arrangiatore, si perfeziona in orchestrazione classica e jazz.
Collabora con artisti nel pop italiano, brasiliani e jazzisti di fama Internazionale:
Solomon Burke, Bob Muver, Christal White, Harold Bradley, Evan Leens, Djawan, JimPorto, karen Jones, Bob Mintzer, Leekonitz, Steve Grossman, BrunoTommaso, Peter Erskine, Simon Phillips, Dave Carpenter, Albert Wing, Lee Thornburg, Brandon Fields.

Gianni Di Crescenzo, è anche direttore artistico del "Jasi love quartet", "Jasi love quintet".

Jasi, dal dialetto africano: "vivere a ritmo accelerato".
Dizzy Gillespie ne afferma l’etimologia della parola jazz.

Gianni Di Crescenzo presenta il suo spettacolo musicale "La Storia del Jazz", racchiude diversi stili musicali che hanno caratterizzato un secolo di storia della musica, nonché di eventi sociali come l’integrazione e la convivenza multirazziale, come la musica afro-americana dei primi del secolo scorso, elemento chiave, senza la quale, nella sua evoluzione, non esisterebbe il rock, il pop e tutte le diverse tendenze musicali attuali.

La storia del jazz e della sua evoluzione, è presentata attraverso un percorso semplice, piacevole, educativo, costruito sulle esperienze musicali dei musicisti, capace di avvicinare il pubblico ad una comprensione più consapevole e matura della musica che ascoltano tutti i giorni.
Un percorso che va dal jazz tradizionale, a quello moderno, con sonorità etniche, afro e ritmi latini.

Biography

He was born in Strasbourg.
France. Pianist, composer , arranger, too.
He specialized in classical and jazz orchestration.

He collaborates with Italian pop music artists, with Brazilian performers and international famous jazz musicians, like Solomon Burke, Bob Muver, Christal White, Harold Bradley, Evan Leens, Djawan, JimPorto, karen Jones, Bob Mintzer, Leekonitz, Steve Grossman, Bruno Tommaso, Peter Erskine, Simon Phillips, Dave Carpenter, Albert Wing, Lee Thornburg.

DO IT, IL DISCO DI Gianni Di Crescenzo
di Fabrizio Ciccarelli e Andrea Valiante per Jazzitalia

Il repertorio jazz è sempre stato materia di confronto per il pianista Gianni Di Crescenzo, e la realizzazione nella sua carriera di questo interessante disco era evidentemente solo questione di tempo. "Do It" è un lavoro filologicamente raffinato in cui gli spazi dedicati ai soli e allo scritto sono calibratamente inanellati in un equilibrato disegno sinusoidale ricco di note articolate.
Queste agili scritture si fondano interamente sulla tradizione strutturale dell'Hard Bop, sull'ardita libertà esecutiva perpetrata dagli esponenti di questo genere portante per l'evoluzione delle Blue Notes, sottolineando implicitamente quanto la vena creativa in seno a questa cultura musicale abbia ancora molto da riservare.
La qualità tecnica delle esecuzioni è altissima, complice la presenza di strumentisti di livello mondiale, autentici veterani dei più importanti palcoscenici internazionali quali i batteristi Simon Phillips (uno dei cardini della storica band dei Toto) e Peter Erskine (Weather Report, Chick Corea), i sassofonisti Albert Wing (Frank Zappa, Diana Ross) e Brandon Fields (George Benson, Earth Wind & Fire, Ray Charles), il trombettista Lee Thornburg (Jaco Pastorius, Supertramp, Willy de Ville), il contrabbassista Dave Carpenter (Buddy Rich, Herbie Hancock).
L'evidente cifra tecnica ed il grande affiatamento nell'interplay dimostrato da questo cast all stars si insinuano fra le fini linee disegnate da Di Crescenzo, completandone il disegno. Segmenti melodici accesi e filamentosi, alternati fra momenti di tensione sonora, come nel brano di apertura "Blues For Ade" in cui Albert Wing tratteggia col sax tenore squillanti e rapidissime evoluzioni di senso coltraniano e rollinsiano, ed altri più ragionati e pensosi, che si mantengono legati con l'ardua logica strutturale dell'album.
L'ensemble propone anche una cover della "Michelle" dei Beatles, in cui il contrabbasso di Dave Carpenter e le spazzole di Simon Phillips, leggere e pulite nel levigare rullante e charleston, sostengono uno squisito accompagnamento per le geometrie limpide e le sincopi sempre meticolosamente elaborate da Di Crescenzo.
Inciso in America, nella sala di registrazione dei Toto, "Do It" subisce con positività l'influenza del panorama musicale d'oltreoceano portando l'esperienza europea ed in particolare italiana; un universo culturale dove il jazz non è solo mero tecnicismo, non è una scala o un arpeggio messo in questa o quello posizione, ma è qualcosa di più: è sentimento, emozione, empatia totale con lo strumento e con l'interplay, un intero mondo musicale e sociale che può apparire, una volta tanto, privo di fratture stilistiche e di lezioni accademiche.

TRACKLIST

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